Voleva lasciare tutto ai canili, ma l’eredità va ai nipoti

Voleva che il suo patrimonio fosse utilizzato per aiutare i cani randagi. Ma, almeno per il momento, quasi due milioni di euro finiranno ai nipoti. È la decisione del Tribunale di Milano al termine di una vicenda che mette in evidenza un principio fondamentale del diritto successorio: la volontà del testatore deve essere formulata in modo sufficientemente preciso da consentirne l’effettiva attuazione.

I fatti

La protagonista della storia, una donna senza figli residente nel Milanese, aveva depositato nel 2000 il proprio testamento presso un notaio di Cernusco sul Naviglio. Nel documento disponeva che il patrimonio fosse lasciato al marito, prevedendo però che, dopo la sua morte, tutto ciò che fosse rimasto venisse destinato «alla costruzione di canili» e alla cura dei cani randagi, abbandonati o malati. La donna aveva inoltre dichiarato di voler escludere dall’eredità qualsiasi altro parente. Quando è deceduta nel 2020, tuttavia, il marito era già morto da tempo e il testamento non era mai stato modificato. Da qui è nato il contenzioso tra il curatore dell’eredità e l’Agenzia del Demanio.

Disposizioni troppo.. generiche

Secondo i giudici, le disposizioni contenute nel testamento non erano sufficienti a individuare un erede determinato. La testatrice aveva indicato con chiarezza la finalità cui destinare il proprio patrimonio, ma non il soggetto incaricato di riceverlo e realizzarla concretamente. Proprio per questo il Tribunale ha ritenuto che le clausole relative ai canili e alla tutela degli animali non potessero trovare attuazione.

Venuta meno la disposizione principale a favore del marito e considerate troppo generiche quelle successive, è stata quindi aperta la successione legittima. L’eredità è stata così attribuita ai tre nipoti della donna, figli del fratello, individuati nel corso del procedimento.

Nel procedimento è intervenuta anche l’Agenzia del Demanio, che sosteneva una diversa interpretazione della vicenda. Secondo il Demanio, infatti, l’esclusione dei parenti contenuta nel testamento avrebbe dovuto impedire ai nipoti di subentrare nell’eredità, con la conseguenza di configurare una situazione di eredità vacante destinata, in ultima analisi, allo Stato. Una tesi che il Tribunale di Milano non ha condiviso, disponendo invece l’apertura della successione legittima in favore dei parenti individuati nel procedimento.

Uno spunto utile

La vicenda offre uno spunto utile per chiunque voglia destinare il proprio patrimonio a finalità benefiche o sociali. Nel nostro ordinamento è possibile lasciare beni ad associazioni, fondazioni o enti che operano in determinati settori, compresa la tutela degli animali. È però essenziale che il beneficiario sia identificato in modo chiaro, così da evitare dubbi interpretativi e garantire il rispetto delle volontà testamentarie.

La sentenza rappresenta il primo grado di giudizio e non è escluso che la controversia possa proseguire in Appello. Al di là degli sviluppi futuri, il caso dimostra quanto una corretta pianificazione successoria possa fare la differenza nel trasformare la propria volontà in un risultato concreto..


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