A Napoli 73.000 diagnosi di tumore tra il 2010 e il 2022: un dato impressionante. Ma non basta. Occorre conoscere incidenza, prevalenza e mortalità oncologica – quartiere per quartiere, per ciascuno degli 11 distretti sanitari della città – per capire davvero l’impatto sulla salute.
I fatti
La ASL Napoli 1 ha diffuso un dato impressionante: oltre 73.000 diagnosi di tumore tra il 2010 e il 2022. Ma il problema sollevato dagli esperti non è la quantità dei casi, bensì la qualità delle informazioni disponibili. I numeri pubblicati restano parziali e non consentono di comprendere pienamente l’andamento della malattia nel tempo, i picchi, le variazioni, le criticità da monitorare con continuità. Per i cittadini significa avere un quadro incompleto, che rende difficile valutare il rischio reale e orientare le richieste di intervento sanitario e ambientale.
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è intervenuta proprio su questo punto. Con la sentenza del 30 gennaio 2025 (caso Cannavacciuolo e altri c. Italia), i giudici hanno affermato che lo Stato ha l’obbligo di garantire dati epidemiologici completi, aggiornati e comprensibili, soprattutto in territori esposti a possibili fattori di rischio. Trasparenza e accesso alle informazioni diventano così condizioni essenziali per l’effettiva tutela del diritto alla salute. Non basta pubblicare un totale: servono indicatori chiari, serie storiche, confronti e dati che permettano ai cittadini di capire come si evolve la situazione.
Informazioni trasparenti
Secondo la sentenza, la mancata comunicazione di informazioni adeguate può generare responsabilità anche sul piano amministrativo e penale, perché sottrae ai cittadini uno strumento fondamentale di protezione. Per Napoli, questo significa che la pubblicazione di dati completi non è più una scelta tecnica, ma un obbligo giuridico. Solo informazioni trasparenti e aggiornate possono permettere alla comunità di conoscere davvero l’impatto dell’incidenza oncologica e di pretendere politiche di prevenzione e intervento all’altezza della sfida.
Oggi, per chi vive a Napoli, la questione non è solo statistica: è la possibilità di sapere, capire e chiedere interventi adeguati. La trasparenza dei dati è il primo passo per proteggere davvero le comunità e permettere scelte consapevoli.
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