VERANDA SUL BALCONE E AMPLIAMENTO DI ABITAZIONE? SENZA PERMESSO È ABUSIVA

La sentenza del Consiglio di Stato sez. VI n. 6301/2023 tratta la seguente fattispecie: aumento della superficie utile di un’abitazione mediante l’installazione di una veranda in legno lamellare e vetri. Il proprietario dell’abitazione oltre all’installazione della veranda aveva provveduto anche alla demolizione e ricostruzione della pavimentazione del terrazzo di copertura. Gli interventi, a seguito di sopralluoghi e visite ispettive, venivano considerati dal Comune come abusivi, nel senso che avevano bisogno di un’autorizzazione a costruire in quanto l’opera incide profondamente sul fabbricato andando ad aumentare la metratura dell’abitazione di oltre il 20%. I giudici di Palazzo Spada hanno posto alla base della decisione il concetto di pertinenza (utilizzato dai giudici di primo grado per condannare il proprietario) ai fini urbanistici ed edilizi, il quale si fonda sull’assenza di: autonoma destinazione del manufatto pertinenziale; incidenza sul carico urbanistico; modifica dell’assetto del territorio.

Nel caso di specie la veranda ha prodotto un volume superiore al 20% dell’edificio principale e ciò ha portato, l’opera, ad incidere sul carico urbanistico andando a produrre “un’ampliamento dell’abitazione”. In virtù di ciò la realizzazione di una veranda così espansiva va ricondotta nell’ambito della ristrutturazione edilizia per la quale è necessario munirsi del permesso di costruire come specificato dall’art. 10 co. 1 let. c del D.P.R. 380/2001 (T.U. Edilizia).


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