Niente mantenimento e nessun rapporto con i figli: ecco cosa rischi

Non pagare l’assegno di mantenimento ai figli non è soltanto un problema economico. E secondo la Cassazione, anche sparire completamente dalla loro vita può avere conseguenze penali molto serie. Lo chiarisce la sentenza n. 13509 del 14 aprile 2026, con cui la Suprema Corte ha ribadito che il mancato mantenimento e l’abbandono affettivo dei figli minori possono integrare due reati distinti. Una decisione importante perché conferma un principio sempre più centrale nelle pronunce dei giudici: essere genitori non significa soltanto contribuire economicamente, ma anche garantire presenza, cura e partecipazione nella vita dei figli.

Il caso

La vicenda riguardava un padre condannato sia per il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento sia per la violazione degli obblighi di assistenza familiare. Secondo quanto emerso nel processo, l’uomo avrebbe omesso per anni il versamento delle somme stabilite dal giudice civile e mantenuto rapporti quasi inesistenti con le figlie. La difesa aveva contestato la doppia condanna, sostenendo che i due reati finissero per punire lo stesso comportamento. Ma la Cassazione ha respinto questa tesi, spiegando che le due norme tutelano aspetti diversi.

Non uno, ma due reati

La sentenza distingue chiaramente le due fattispecie previste dal codice penale. Da una parte c’è l’articolo 570-bis, che punisce il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento disposto dal giudice. Dall’altra c’è l’articolo 570, che riguarda invece la violazione degli obblighi di assistenza familiare e comprende anche il dovere di mantenere un rapporto morale, educativo e affettivo con i figli. Per i giudici, quindi, il ruolo del genitore non si esaurisce nel versamento di un assegno. L’assistenza familiare comprende anche presenza, attenzione, vicinanza e partecipazione alla crescita dei minori.

Le conseguenze dell’assenza

Nel ricorso, il padre sosteneva che il deterioramento del rapporto con le figlie fosse stato causato dall’atteggiamento dell’ex coniuge, accusata di aver ostacolato il diritto di visita. La Cassazione, però, ha ritenuto decisive la lunga irreperibilità dell’uomo e la quasi totale assenza di contatti mantenuti nel tempo. Secondo la Corte, infatti, il disinteresse stabile e prolungato verso i figli può costituire una violazione autonoma penalmente rilevante, distinta dal semplice inadempimento economico.

Cosa cambia

La pronuncia conferma un orientamento ormai consolidato: il genitore che smette di pagare il mantenimento e contemporaneamente si disinteressa completamente della vita dei figli può rispondere di due distinti reati. Una linea che rafforza la tutela dei minori e ribadisce come i doveri genitoriali comprendano non solo il sostegno economico, ma anche la presenza concreta nella vita dei figli.


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