Due anni e quattro mesi di reclusione per ciascuna delle due maestre accusate di maltrattamenti ai danni dei bambini di un asilo di Venafro. È la sentenza di primo grado pronunciata dal Tribunale di Isernia al termine di una vicenda giudiziaria iniziata diversi anni fa.
I fatti contestati risalgono alla fine del 2018. L’indagine della Squadra Mobile di Isernia, denominata “Lasciateli giocare”, era partita dopo le denunce di alcuni genitori, preoccupati per i comportamenti manifestati dai propri figli. Nel gennaio 2019 l’inchiesta portò all’applicazione nei confronti delle due insegnanti della sospensione dall’esercizio dell’insegnamento.
Il ruolo delle telecamere
Un ruolo centrale nelle indagini è stato svolto dalle telecamere installate dalla Polizia all’interno della struttura. Le registrazioni permisero agli investigatori di ricostruire numerosi episodi di violenza fisica e psicologica nei confronti dei piccoli alunni.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i bambini, alcuni di appena due o tre anni, sarebbero stati colpiti, minacciati e sottoposti a comportamenti aggressivi. L’attività investigativa aveva inoltre fatto emergere una situazione nella quale i piccoli sarebbero stati spinti, in alcuni casi, a reagire con violenza gli uni contro gli altri.
A seguito dell’inchiesta, le due insegnanti furono rinviate a giudizio con l’accusa di maltrattamenti.
La condanna del Tribunale
Il Tribunale di Isernia ha ora condannato entrambe le imputate a due anni e quattro mesi di reclusione. La sentenza dispone anche l’interdizione dai pubblici uffici per lo stesso periodo e il risarcimento in favore delle parti civili.
La pena stabilita dal giudice è superiore a quella richiesta dalla Procura: il pubblico ministero aveva infatti chiesto una condanna a un anno e quattro mesi.
Si tratta, è importante precisarlo, di una sentenza di primo grado e quindi non definitiva.
La difesa ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso in appello. Prima di formulare valutazioni sulla decisione, i legali attendono il deposito delle motivazioni della sentenza, previsto entro novanta giorni.
Maltrattamenti sui minori: quali tutele per le vittime
Vicende come questa mostrano quanto sia importante prestare attenzione a eventuali cambiamenti improvvisi nel comportamento dei bambini, soprattutto quando sono molto piccoli e possono avere difficoltà a raccontare direttamente ciò che accade.
Quando emerge il sospetto di maltrattamenti, è fondamentale rivolgersi tempestivamente alle autorità competenti e raccogliere, con l’assistenza di professionisti, tutti gli elementi utili a ricostruire i fatti.
Sul piano civile, inoltre, chi ha subito un danno in conseguenza di condotte illecite può chiedere il risarcimento dei pregiudizi subiti, secondo quanto accertato nel singolo caso. Nel procedimento di Venafro, il Tribunale ha già riconosciuto il diritto al risarcimento delle parti civili, fermo restando il carattere non definitivo della pronuncia.
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