Mamma condannata per aver lasciato il figlio fuori casa

Un bambino di 9 anni rimane fuori casa per circa due ore, suona ripetutamente il campanello senza ottenere risposta e alla fine chiama la polizia. La madre viene denunciata per abbandono di minore e condannata a un anno e quattro mesi di reclusione. È accaduto a Verona, dove una vicenda di natura familiare si è trasformata in un procedimento penale.

Il bambino chiama la polizia

I fatti risalgono al 2024. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il bambino stava giocando nel cortile del condominio quando avrebbe deciso di rientrare nell’appartamento. Nonostante i ripetuti tentativi di farsi aprire dalla madre, sarebbe rimasto fuori per circa due ore.

Alla fine, il piccolo ha chiamato il 113. Gli agenti intervenuti sul posto hanno citofonato all’abitazione, ottenendo l’apertura della porta. La donna, 39 anni, è stata successivamente denunciata per abbandono di minore.

Il procedimento si è concluso in primo grado con una condanna a un anno e quattro mesi, pronunciata con rito abbreviato dalla giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Verona.

La difesa contesta la ricostruzione

La madre ha sempre negato di aver abbandonato il figlio. Secondo la difesa, il bambino si sarebbe rifiutato di rientrare dopo un litigio e sarebbe rimasto costantemente sotto la sorveglianza della donna, che lo osservava dal balcone. Contestata anche la durata dell’episodio: non due ore, ma circa mezz’ora prima dell’intervento della polizia. L’avvocata della donna ha annunciato il ricorso in appello, in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza.

Quando si configura il reato di abbandono di minore?

Il caso richiama l’attenzione sull’articolo 591 del Codice penale, che punisce l’abbandono di una persona minore di 14 anni, o incapace di provvedere a sé stessa, da parte di chi ne abbia la custodia o debba averne cura.

Per configurare il reato non è necessario che il minore subisca un danno concreto: è sufficiente che la condotta determini una situazione di effettivo pericolo per la sua incolumità.

Non ogni episodio in cui un bambino rimane temporaneamente senza la presenza fisica di un genitore costituisce, quindi, un reato. Occorre valutare le circostanze, le condizioni di sorveglianza e il rischio effettivamente corso dal minore.

Nel caso di Verona, saranno le motivazioni della sentenza e l’eventuale giudizio d’appello a chiarire gli elementi che hanno portato alla condanna, per il momento non definitiva.


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