Dopo mesi di ricorsi, polemiche e un crescente coinvolgimento politico – culminato anche con la visita del leader della Lega Matteo Salvini – arriva un nuovo passaggio nella vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli.
La decisione
I bambini restano nella casa famiglia dove si trovano dal 25 novembre scorso, quando il Tribunale per i minorenni dell’Aquila aveva disposto la sospensione della responsabilità genitoriale per entrambi i genitori. L’ultimo sviluppo arriva dalla Corte d’Appello dell’Aquila, che ha dichiarato improcedibile l’ulteriore reclamo presentato dalla difesa, rimettendo di fatto la valutazione al Tribunale per i minorenni.
Si tratta di un passaggio che conferma come sarà ancora il giudice minorile a dover decidere nel merito, valutando – come si legge nell’ordinanza – la situazione “nella pienezza del contraddittorio delle parti”, anche alla luce degli sviluppi più recenti.
Nel frattempo, la difesa continua a sostenere che le criticità inizialmente contestate siano state superate. Secondo quanto riferito dall’avvocato della famiglia, i genitori avrebbero dato disponibilità su più fronti, dall’alloggio alla socializzazione, fino all’istruzione e alla salute dei figli. Il Comune di Palmoli, inoltre, ha messo a disposizione un’abitazione adeguata, e la famiglia avrebbe accettato che i bambini frequentino la scuola e siano seguiti dal punto di vista sanitario.
Questo quadro si intreccia però con le valutazioni tecniche già acquisite agli atti. La relazione psicologica depositata in Tribunale da una consulente tecnica ha infatti confermato, pur con carattere temporaneo, la validità del percorso intrapreso finora. Nel documento si evidenziano miglioramenti nei bambini durante la permanenza in struttura, soprattutto dopo il 6 marzo, quando la madre era stata allontanata a causa di tensioni con operatori e assistenti sociali. Nello stesso contesto, entrambi i genitori sono stati ritenuti non idonei sotto il profilo genitoriale.
La difesa
Proprio contro quella decisione si era concentrato il reclamo della difesa, che aveva contestato l’impostazione del provvedimento del Tribunale, ritenuto troppo sbilanciato sulle relazioni dei servizi sociali. I legali avevano richiamato anche una valutazione della Asl che suggeriva di favorire la continuità dei legami familiari, sottolineando come alcune delle problematiche iniziali fossero nel frattempo state affrontate.
La vicenda affonda le sue radici in una situazione che aveva già attirato l’attenzione delle autorità. La famiglia viveva dal 2021 in un casolare isolato, e tra gli elementi segnalati alle autorità si riscontravano criticità legate alla frequenza scolastica, all’assistenza pediatrica, al percorso vaccinale e all’uso della lingua italiana. Un episodio specifico si era verificato nel settembre 2024, quando tutti i membri della famiglia erano rimasti intossicati dopo aver consumato funghi raccolti dal padre. Durante il ricovero, il rifiuto di alcune cure per i minori aveva contribuito all’avvio delle segnalazioni.
Da lì è partito il percorso che ha portato all’allontanamento dei bambini, deciso dal Tribunale per i minorenni sulla base delle valutazioni dei servizi sociali e delle condizioni di vita riscontrate. La figlia maggiore, al momento dell’intervento, presentava anche una bronchite non curata. Successivamente, il 7 marzo, era stato disposto anche l’allontanamento della madre dalla struttura per comportamenti ritenuti ostili nei confronti degli operatori.
Un dibattito senza fine
Intorno al caso si è sviluppato nel tempo un forte dibattito pubblico e istituzionale, con prese di posizione politiche e iniziative a livello nazionale. La stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aveva criticato l’operato dei magistrati, mentre il Ministero della Giustizia aveva disposto un’ispezione. I genitori sono stati inoltre ricevuti dal presidente del Senato e hanno partecipato a iniziative pubbliche e conferenze stampa.
Nonostante questo clima rovente, il procedimento prosegue ora nella sua sede naturale. Sarà chiamato quindi il Tribunale per i minorenni a valutare, sulla base di tutti gli elementi raccolti, la soluzione più adeguata nell’interesse dei bambini.
Lo Studio Legale Rienzi si occupa da quasi 50 anni di diritto: le conoscenze e l’esperienza maturata nel corso degli anni ne fanno una delle boutique Law Firm più prestigiose del Paese. Lo Studio è in grado di attivare un team integrato di professionisti che possono offrire una consulenza completa per ogni tipo di esigenza. In caso ci sia necessità di una consulenza, è possibile contattarci direttamente sul web oppure tramite il numero 0637353066.
