Esami di idoneità: il TAR boccia i limiti alle paritarie

La Presidenza del TAR Lazio, con il Decreto Monocratico n. 04641/2026 emesso il 27 agosto 2026, ha accolto l’istanza cautelare d’urgenza proposta dallo Studio Legale Rienzi, disponendo l’immediata ammissione agli esami di idoneità e integrativi per gli studenti di un istituto scolastico paritario. Il provvedimento segna una vittoria di fondamentale importanza: il TAR Lazio smentisce nettamente l’operato e la circolare dell’assessorato regionale e dell’USR Sicilia, ripristinando il corretto dettato normativo ed evitando un grave e irreparabile pregiudizio per la scuola e per i suoi studenti.

Il fatto

La vicenda trae origine da una grave ed illegittimo ostacolo burocratico posto all’operatività di una scuola secondaria di secondo grado. L’istituto, pur avendo ricevuto notifica di un provvedimento di revoca della parità scolastica con decorrenza a partire dal successivo anno scolastico 2026/2027, si è visto inaspettatamente negare la possibilità di svolgere le sessioni di esami integrativi e di idoneità volte a concludere l’anno scolastico in corso (2025/2026).

Il blocco era stato imposto in via amministrativa dalla Circolare n. 15 del 7 maggio 2026 emanata dall’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana e dalle conseguenti note applicative dell’USR Sicilia. L’amministrazione regionale aveva ritenuto di poter dedurre dal DM 218/2025 un divieto assoluto di svolgere esami di idoneità per le scuole attinte da revoca della parità al termine dell’a.s. 2025/2026. Di fatto, la PA aveva anticipato in modo del tutto arbitrario all’anno in corso gli effetti penalizzanti di un provvedimento di revoca destinato a produrre efficacia solo nell’anno successivo, sbarrando la strada alle prove già programmate per i primi di settembre. Lo Studio Legale Rienzi ha quindi impugnato d’urgenza i provvedimenti dinanzi al TAR Lazio per chiederne l’immediata sospensione.

Il principio

Accogliendo le censure formulate nel primo motivo di ricorso, il Presidente del TAR Lazio ha ravvisato la sussistenza dell’estrema gravità ed urgenza, sospendendo il divieto regionale e riaffermando il rispetto della gerarchia delle fonti. La pronuncia del TAR Lazio smentisce radicalmente l’impostazione della circolare dell’assessorato regionale e dell’USR Sicilia, chiarendo che l’amministrazione non può anticipare illegittimamente gli effetti di una revoca non ancora efficace.

In linea con quanto eccepito dallo Studio Rienzi, il principio stabilito dal quadro normativo statale (art. 5.10 del DM 83/2008) sancisce che la revoca del riconoscimento della parità ha effetto esclusivamente dall’inizio dell’anno scolastico successivo e fa espressamente “salvi gli effetti già prodotti dal provvedimento di riconoscimento”.

Pertanto, per l’intero anno scolastico 2025/2026, l’istituto mantiene appieno il proprio status di scuola paritaria facente parte del sistema nazionale di istruzione. L’Assessorato Siciliano ha commesso un palese travisamento dei presupposti e uno sviamento di potere nel pretendere di limitare la facoltà della scuola di portare a compimento le attività didattiche e valutative dell’anno in corso.

In conclusione

Il Giudice amministrativo ha ordinato di consentire immediatamente lo svolgimento degli esami propedeutici all’avvio del nuovo anno scolastico. La decisione rappresenta un importante successo per lo Studio Legale Rienzi, che ha neutralizzato una condotta amministrativa viziata da palese irragionevolezza ed eccesso di potere, garantendo la piena tutela della scuola e la salvaguardia del diritto allo studio degli studenti.


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