Quando una persona anziana non autosufficiente entra in una casa di riposo, chi deve pagare la retta? E quanto può essere chiesto all’anziano e alla sua famiglia?
Una vicenda arrivata davanti al Consiglio di Stato chiarisce un punto importante: per stabilire quanto una persona deve contribuire alle spese, il Comune non può utilizzare criteri propri che finiscano per aggirare l’ISEE previsto dalla legge.
Il caso
La vicenda riguarda un uomo di 75 anni, invalido al 100%, ricoverato in una struttura residenziale.
Il suo ISEE era di circa 5.000 euro annui. Il Comune di Venezia, però, aveva considerato anche altre disponibilità patrimoniali, arrivando a calcolare una capacità economica di circa 15.000 euro e decidendo così di coprire solo una parte della retta.
La decisione è stata contestata e il caso è arrivato fino al Consiglio di Stato, che ha dato ragione all’anziano.
Conta l’ISEE
Il principio è semplice: per valutare la situazione economica della persona assistita bisogna fare riferimento all’ISEE previsto dalla normativa nazionale.
Il Comune non può sostituirlo con un proprio sistema di calcolo, sommando redditi, immobili o altre disponibilità secondo criteri diversi e più penalizzanti.
Questo non significa che il Comune debba sempre pagare per intero la retta di qualsiasi persona ricoverata. La quota a carico dell’assistito deve però essere determinata secondo le regole previste dalla legge.
Niente arbitrarietà
Nel corso della causa il Comune aveva sostenuto anche che l’invalidità dell’uomo fosse legata a un normale processo di invecchiamento.
Anche questa tesi è stata respinta: non si possono introdurre distinzioni arbitrarie sulla disabilità soltanto perché la persona è anziana.
Allo stesso modo, le esigenze di bilancio di un Comune non possono giustificare una riduzione dei diritti riconosciuti dalla legge.
E se la famiglia ha pagato?
Un altro punto importante riguarda chi ha già sostenuto una parte della retta sulla base di criteri che potrebbero essere illegittimi.
In questi casi può essere possibile contestare quanto richiesto e ottenere la restituzione delle somme versate indebitamente. Anche la firma di moduli o documenti al momento dell’ingresso nella struttura non rende automaticamente legittime eventuali condizioni contrarie alla legge.
Ogni caso deve naturalmente essere valutato sulla base della situazione concreta. Il principio affermato dalla giurisprudenza è però chiaro: il Comune non può stabilire liberamente quanto far pagare a una persona non autosufficiente, né utilizzare criteri economici che aggirino l’ISEE previsto dalla legge.
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