Sesso e minorenni: annullata l’assoluzione per la maestra

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza con cui la Corte d’Appello di Bari aveva assolto un’ex insegnante imputata in un procedimento per pornografia minorile e corruzione di minore, disponendo un nuovo processo davanti a una diversa sezione della stessa Corte d’Appello.

I fatti

La vicenda giudiziaria nasce da un’indagine avviata nel 2021. Secondo l’accusa, la donna – arrestata dopo le denunce dei genitori dei ragazzi – avrebbe contattato alcuni adolescenti attraverso i social network, instaurando con loro rapporti che sarebbero poi sfociati in incontri sessuali avvenuti all’interno di una struttura ricettiva nel centro di Bari, episodi che sarebbero stati anche ripresi in video. La difesa ha sempre respinto queste accuse.

In primo grado era arrivata una condanna a sette anni e a 75mila euro di multa. Le pene accessorie avevano disposto anche l’interdizione dai pubblici uffici e il divieto di lavorare a contatto con minori. Successivamente, però, la Corte d’Appello aveva ribaltato quella decisione assolvendo l’imputata (“perché il fatto non costituisce reato”). 

Il ricorso

La Procura generale di Bari aveva quindi presentato ricorso in Cassazione contro l’assoluzione. Ricorso che la Suprema Corte ha ora accolto, disponendo un nuovo giudizio. Sarà quindi la Corte d’Appello, in una diversa composizione, a riesaminare prove, ricostruzione dei fatti e contestazioni formulate dall’accusa.


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