Si terrà il 7 dicembre l’udienza al TAR della Toscana riguardante la delibera sugli affitti brevi nel centro storico adottata dal Comune, e contrastata con un atto di intervento in cui si chiede l’annullamento del provvedimento: sarà l’avvocato Vincenzo Rienzi a rappresentare in udienza le ragioni di chi si oppone a un provvedimento che ha scatenato da mesi un’accanita discussione.
L’Associazione utenti servizi turistici sportivi e della multiproprietà – che chiede l’annullamento, previa sospensiva, della Deliberazione n. DC/2023/00039 del 2.10.2023 del Consiglio Comunale di Firenze – ha prodotto in vista dell’udienza una memoria in cui sono contestate le ragioni del Comune ed esplicitate, tra l’altro, le ragioni giuridiche dell’iniziativa legale.
Il Comune di Firenze infatti – nella sua memoria depositata in vista della camera di consiglio – ha chiesto il rigetto del ricorso principale sulla base di due principali ragioni, si legge nella memoria dell’Associazione utenti servizi turistici sportivi e della multiproprietà: 
– “l’asserita esistenza di una specifica disposizione regionale che consentirebbe, nel caso di specie, di demandare all’Amministrazione la possibilità di porre specifici limiti al mutamento della destinazione d’uso all’interno di una stessa categoria funzionale; 
– “la mancata violazione dell’art. 117, Cost. dato che, ad avviso dell’Amministrazione, il fenomeno degli affitti brevi rientrerebbe pienamente nella potestà regolamentare facente capo al Comune e, pertanto, non vi sarebbe stata alcuna invasione della sfera di competenza attribuita dall’art. 117, Cost. alla potestà legislativa esclusiva dello Stato”.
Per l’Associazione utenti servizi turistici sportivi e della multiproprietà queste tesi del Comune di Firenze non possono essere condivise, per le seguenti ragioni:
Sulla violazione dell’art. 23-ter D.P.R. n. 380/2001 e art. 99 L.R. Toscana n. 65/2013 – “Non può trovare accoglimento nel caso di specie, la tesi che vorrebbe ricondurre alla potestà regolamentare del Comune l’imposizione di un divieto allo sfruttamento per mere finalità locatizie di un bene immobile avente quale destinazione d’uso quella residenziale, dato che l’utilizzo dello stesso da parte di un turista – avventore occasionale – non muta in alcun modo la rilevanza urbanistica dell’immobile”.
Sulla asserita infondatezza del quarto motivo di ricorso: violazione dell’art. 117 Cost. Eccesso di potere per incompetenza. Violazione dell’art. 42 cost. – “La delibera impugnata incide apertamente su materie riservate alla potestà legislativa statale, ex art. 117 Cost., andando ad incidere sulle materie i) dell’ordinamento civile, ii) dei beni culturali, iii) della concorrenza, materie tutte riservate alla potestà legislativa esclusiva statale, ex art. 117, Cost.
Sarebbero stati necessari quindi altri strumenti e altri percorsi legislativi per intervenire sulle materie trattate: del resto, a riprova dell’illegittimità della delibera comunale in questione – aggiunge l’Associazione nella memoria – “basterà ricordare, come segnala la stessa Relazione, che per la Città di Venezia al fine di porre deli limiti alle locazioni de quibus è intervenuta apposita norma statale che ha stabilito tutta una serie di principi e criteri cui deve sottostare la disciplina comunale in materia, posti a tutela di beni e valori fondamentali (si veda in tal senso l’art. 37 bis, DL n. 50/2022)”. 
L’Associazione rileva infine nella sua memoria inoltre una grave asimmetria – denunciata da pochi ma di palese evidenza – derivante dal provvedimento del Comune di Firenze: “la delibera gravata, nel vietare tout court le locazioni de quibus, lasciando sopravvivere quelle ad oggi esistenti, viene a creare una rendita di posizione in favore di tutti quei proprietari che avendo già adibito gli immobili di loro proprietà a locazioni turistiche brevi, potranno continuare con tale destinazione, essendo rivolta al futuro detta delibera, e godere di prezzi maggiori dal momento che la domanda di questo tipo di locazioni si riverserà su un’offerta più ristretta”.

Per info sull’iniziativa: Ricorso Affitti Brevi Firenze