Portare a casa sabbia e conchiglie può costarti caro

Una conchiglia raccolta durante una passeggiata sul bagnasciuga. Una bottiglietta riempita con la sabbia di una spiaggia particolarmente bella. Un piccolo ricordo delle vacanze da portare a casa. Sono gesti che migliaia di persone compiono ogni estate senza pensarci troppo, nella convinzione che gli ambienti costieri non siano “di nessuno”: pochi sanno che invece asportare sabbia, conchiglie, sassi o altri materiali dalla spiaggia può comportare conseguenze anche molto serie.

La legge

L’articolo 1162 del Codice della Navigazione punisce infatti chi estrae sabbia, alghe, ghiaia o altri materiali dal demanio marittimo senza autorizzazione. La sanzione amministrativa prevista va da 1.549 euro fino a 9.296 euro. Il divieto non riguarda soltanto la sabbia: possono rientrare nella norma anche conchiglie, ciottoli, alghe e persino l’acqua di mare quando viene prelevata per essere trasportata e conservata altrove. Diverse ordinanze regionali vietano inoltre la raccolta e l’utilizzo di questi materiali.

Naturalmente la legge – con il necessario corollario di buon senso applicativo – non è pensata per colpire il bambino che riempie un secchiello per costruire un castello di sabbia. Diverso è il caso di chi raccoglie materiali naturali della spiaggia per portarli a casa come souvenir. Quello che può sembrare un gesto innocuo, infatti, riguarda beni che appartengono al demanio marittimo e quindi allo Stato.

La Cassazione

Sul tema è intervenuta anche la Corte di Cassazione. Con la sentenza n. 11158 del 2019 i giudici hanno affermato che l’asportazione di sabbia dal lido del mare può integrare addirittura il reato di furto.

La Suprema Corte ha chiarito che la sabbia presente sulle spiagge fa parte del demanio pubblico e appartiene quindi allo Stato. Per questo motivo, la sua sottrazione non può essere considerata un gesto innocuo o privo di conseguenze.

Secondo i giudici, infatti, il prelievo di materiale dall’arenile può compromettere la funzione pubblica della spiaggia, alterarne l’equilibrio naturale e contribuire, nel tempo, al deterioramento dell’ambiente costiero. Il motivo di queste regole è semplice: tutelare il patrimonio naturale e garantire che beni appartenenti alla collettività restino a disposizione di tutti.

Pensaci due volte

Prima di infilare una conchiglia in valigia o riempire una bottiglietta con la sabbia del mare, quindi, conviene pensarci due volte. Quel piccolo ricordo delle vacanze potrebbe costare molto più del previsto. E non soltanto per il rischio di una sanzione. Se ogni turista portasse via anche una minima quantità di sabbia, sassi o conchiglie, il danno complessivo per spiagge ed ecosistemi costieri sarebbe enorme. È proprio per evitare questo effetto moltiplicatore che la legge tutela il patrimonio naturale delle nostre coste. Nel dubbio, la scelta migliore resta sempre la stessa: lasciare tutto al proprio posto e portare a casa una fotografia.


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