Occupa la casa e cambia la serratura: l’odissea di un 86enne

Per oltre due anni è rimasto senza la rendita del suo appartamento, una delle principali fonti di sostentamento. È la vicenda di un uomo di 86 anni, gravemente invalido, proprietario di un immobile a San Donato Milanese, occupato abusivamente da una donna che, secondo quanto ricostruito nel processo, sarebbe riuscita a introdursi nell’abitazione con uno stratagemma, facendosi aprire la porta dai Vigili del fuoco e sostituendo immediatamente la serratura.

Una storia che si è conclusa, almeno in primo grado, con una condanna penale e un ordine di sgombero. Ma che, nella pratica, non è ancora finita.

L’occupazione (con l’inganno)

La vicenda risale al giugno 2024. L’appartamento era stato regolarmente affittato a un giovane che, dopo aver deciso di lasciare anticipatamente l’immobile, aveva riconsegnato le chiavi ai proprietari.

Pochi giorni dopo, una donna di 38 anni, che aveva avuto una relazione con l’ex inquilino, ha contattato i Vigili del fuoco sostenendo di aver smarrito le chiavi di casa. Per rendere credibile la propria versione avrebbe fatto parlare telefonicamente anche un complice, presentato come il marito.

Convinti della situazione di emergenza, i Vigili del fuoco hanno aperto la porta. Una volta entrata, la donna ha fatto sostituire immediatamente la serratura dell’appartamento e, successivamente, anche quella della cantina. Da quel momento non ha più lasciato l’immobile.

Due anni senza affitto

Per il proprietario è iniziata una lunga battaglia giudiziaria. Nel frattempo, secondo quanto emerso nel processo, la donna non ha mai versato alcun canone di locazione e ha addirittura ottenuto la residenza anagrafica presso quell’indirizzo. L’86enne, assistito dal proprio legale, ha sporto denuncia, raccolto documentazione e testimonianze e atteso l’esito del procedimento penale.

La sentenza

Nei giorni scorsi il giudice di pace di Milano ha riconosciuto la responsabilità dell’imputata per invasione arbitraria di edifici.

La sentenza dispone lo sgombero e la restituzione dell’immobile al proprietario, oltre alla condanna al pagamento di una multa di mille euro e di una provvisionale di 10 mila euro, in attesa della quantificazione definitiva dei danni in sede civile.

La difesa della donna aveva sostenuto che fosse convivente di fatto del precedente inquilino e che, per questo motivo, avesse diritto a subentrare nel contratto di locazione. Una ricostruzione che non ha trovato accoglimento nel giudizio.

La casa, però..

Nonostante la decisione del giudice, l’appartamento risulta ancora occupato. È un aspetto che spesso sorprende chi non conosce il funzionamento della giustizia civile e penale: una sentenza favorevole non comporta automaticamente il rilascio immediato dell’immobile.

Qualora l’occupante non lasci spontaneamente la casa, occorre infatti procedere con l’esecuzione del provvedimento, seguendo le procedure previste dalla legge. Nel frattempo il proprietario continua a essere privato del possesso del proprio immobile e della rendita che ne derivava..

Il dibattito

Il caso di San Donato Milanese riporta al centro dell’attenzione il tema delle occupazioni abusive e dei tempi necessari per restituire concretamente un immobile ai legittimi proprietari. Per chi vive dei canoni di locazione, soprattutto quando si tratta di persone anziane o in condizioni di particolare fragilità, ogni mese trascorso senza poter disporre della propria casa rappresenta un danno economico che può avere conseguenze molto rilevanti. E i tempi per le esecuzioni, specie nelle grandi città, sono spesso lunghissimi..


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