Meta paga 17 miliardi: Facebook e Instagram cambiano per i minori

Meta pagherà fino a 17,1 miliardi di dollari e dovrà modificare Facebook e Instagram per gli utenti minorenni. Si chiude così negli Stati Uniti uno dei più importanti procedimenti contro il colosso dei social, accusato di aver favorito un utilizzo compulsivo delle piattaforme da parte di bambini e adolescenti e di aver minimizzato i possibili rischi per la loro salute.

L’accordo, raggiunto durante il processo federale in corso a Oakland, pone fine alle contestazioni avanzate da decine di Stati americani. Meta non ammette illeciti, ma oltre al maxi-risarcimento accetta una serie di obblighi destinati a cambiare l’esperienza degli adolescenti su Instagram e Facebook.

Perché il processo

La causa, avviata nel 2023 da una coalizione bipartisan di procuratori generali, riguardava alcune caratteristiche di Facebook e Instagram ritenute capaci di spingere i più giovani a trascorrere sempre più tempo online. Secondo l’accusa, Meta avrebbe utilizzato funzioni in grado di favorire un uso eccessivo dei social pur conoscendone i possibili effetti negativi sui minori. Le contestazioni riguardavano anche la raccolta dei dati dei bambini sotto i 13 anni e le informazioni fornite alle famiglie sulla sicurezza delle piattaforme.

Il processo avrebbe potuto produrre una sentenza importante sulla responsabilità dei social per i danni agli utenti più giovani. La decisione nel merito, però, non arriverà: le parti hanno raggiunto un accordo.

Fino a 17,1 miliardi di dollari

L’intesa prevede pagamenti fino a 17,1 miliardi di dollari nell’arco di dieci anni. Alla sola California potranno andare tra 1,5 e 2,1 miliardi. Ma l’aspetto più importante dell’accordo non riguarda il denaro.

Facebook e Instagram cambieranno?

Meta dovrà introdurre limitazioni automatiche per gli under 18. Tra queste un limite giornaliero predefinito di due ore, modificabile con l’intervento di un genitore, un blocco notturno tra mezzanotte e le 6 e restrizioni alle notifiche durante la notte e nell’orario scolastico.

Per i minorenni sarà inoltre nascosto il numero di “like” e reazioni e saranno eliminati i filtri che simulano interventi di chirurgia estetica. Gli adolescenti potranno scegliere un feed non personalizzato, mentre saranno rafforzati gli strumenti per i genitori e i sistemi di verifica dell’età.

Un controllore indipendente vigilerà su Meta

Meta dovrà inoltre sottoporsi alla supervisione di un auditor indipendente, incaricato di verificare il rispetto degli impegni assunti e di segnalare eventuali problemi ai procuratori generali. La società dovrà mantenere e migliorare le misure di sicurezza per gli adolescenti.

Regole nuove per i social

Dal punto di vista giuridico, l’accordo non equivale a una sentenza che accerta la responsabilità di Meta: il processo si chiude senza una decisione nel merito e la società continua a negare di aver commesso illeciti.

L’intesa produce però conseguenze concrete. Il punto non è più soltanto ciò che viene pubblicato sui social, ma il modo in cui le piattaforme sono progettate: algoritmi, notifiche, sistemi di raccomandazione e strumenti capaci di aumentare il tempo trascorso online. Ed è questo il possibile effetto più importante del caso americano: aprire la strada a nuove regole e nuovi contenziosi sulla responsabilità delle piattaforme quando il loro stesso funzionamento può incidere sulla sicurezza dei minori.


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