Doveva essere il giorno più bello della loro vita, ma si è trasformato in un incubo, con una lunga serie di problemi e disagi culminata in tribunale. È la vicenda di una coppia australiana, che aveva scelto la Toscana per celebrare il proprio matrimonio e che, dopo numerosi problemi verificatisi durante la cerimonia e il ricevimento, ha ottenuto un risarcimento di 19mila euro.
La storia offre l’occasione per chiarire un principio importante: anche l’organizzazione di un matrimonio è un servizio professionale e, come tale, deve rispettare gli impegni assunti nei confronti dei clienti.
Una sequenza di problemi
La coppia aveva investito circa 25mila euro nell’organizzazione dell’evento, affidando a una società specializzata ogni aspetto della giornata, dalla location al catering, fino agli allestimenti e agli addobbi floreali.
Secondo quanto emerso nel procedimento giudiziario, però, i problemi sarebbero iniziati fin dai primi momenti. Il bouquet e la coroncina della sposa non avrebbero rispettato quanto concordato, mentre nel libretto della cerimonia sarebbero comparsi nomi errati al posto di quelli degli sposi.
Gli inconvenienti sarebbero proseguiti anche dopo la funzione religiosa. L’auto noleggiata per l’occasione avrebbe avuto difficoltà a mettersi in moto, mentre il ricevimento sarebbe stato caratterizzato da ritardi e disservizi. Tra gli episodi contestati, anche la mancanza dei bicchieri, che avrebbe costretto lo sposo a bere acqua direttamente dalla bottiglia, e una torta ritenuta insufficiente per tutti gli invitati. A ciò si sarebbe aggiunta l’assenza di fotografie relative ad alcuni momenti della festa, compresi i balli successivi al taglio della torta.
L’incidente durante il ricevimento
A rendere ancora più complicata la giornata è stato un incidente che ha coinvolto una delle invitate. Una donna al sesto mese di gravidanza sarebbe caduta in piscina insieme ad altre persone a causa di un’intercapedine non segnalata. Trasportata al pronto soccorso per accertamenti, ha costretto gli stessi sposi a lasciare temporaneamente il ricevimento per accompagnarla e verificarne le condizioni. Anche questo episodio è stato valutato nell’ambito della controversia.
Prestazioni.. non conformi
La sentenza richiama un principio valido ben oltre il caso specifico. Quando un cittadino acquista un servizio, ha il diritto di ricevere una prestazione conforme a quanto pattuito.
Naturalmente non ogni inconveniente dà diritto a un risarcimento. Tuttavia, quando gli errori organizzativi sono numerosi, rilevanti e incidono concretamente sulla qualità del servizio acquistato, può configurarsi un inadempimento contrattuale. In questi casi il giudice può riconoscere un ristoro economico a favore della parte danneggiata.
Conservare.. tutto!
Vicende come questa dimostrano quanto sia importante conservare contratti, preventivi, fotografie, video e comunicazioni con i fornitori.
Sono proprio questi elementi a consentire di dimostrare eventuali inadempimenti e di verificare se il servizio ricevuto corrisponda realmente a quello promesso.
La decisione del Tribunale rappresenta un promemoria importante: anche nell’organizzazione di eventi privati, chi offre un servizio professionale è tenuto a rispettare gli impegni assunti e può essere chiamato a rispondere delle conseguenze dei propri errori.
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