«Sono malata, voglio rivedere le mie figlie»: ma il tribunale dice no

La speranza di poter salutare le proprie figlie biologiche si è fermata davanti a un provvedimento del Tribunale per i minorenni. Una donna affetta da una malattia terminale aveva chiesto di incontrare le due ragazze, date in adozione dopo l’allontanamento dalla famiglia d’origine. La richiesta, però, è stata respinta: secondo i giudici, un riavvicinamento potrebbe risultare pregiudizievole per le minori. La vicenda riporta al centro una delle questioni più delicate del diritto di famiglia: fino a che punto il desiderio di un genitore biologico può trovare spazio, quando entra in conflitto con il superiore interesse del figlio?

La richiesta

La donna, che sostiene di aver superato da tempo la tossicodipendenza e di aver ricostruito la propria vita, aveva chiesto uno o più incontri protetti con le figlie, alla presenza dei servizi sociali, del tutore e con il coinvolgimento della famiglia adottiva. Il suo stato di salute, ormai compromesso, aveva reso quella richiesta un ultimo desiderio prima della morte. Il tribunale, tuttavia, ha ritenuto che l’incontro non fosse compatibile con il benessere delle ragazze.

Perché no?

Per quanto la vicenda sia profondamente toccante sul piano umano, il diritto minorile segue un principio preciso: ogni decisione deve essere adottata nell’esclusivo interesse del minore.

I giudici hanno infatti ritenuto che un riavvicinamento, dopo anni e in un momento tanto delicato, potesse incidere negativamente sull’equilibrio psicologico delle ragazze, oggi inserite stabilmente nella famiglia adottiva.

Una storia iniziata nel 2019

L’allontanamento dei figli dalla famiglia d’origine risale al 2019. Il Tribunale intervenne dopo le relazioni dei servizi sociali, che descrivevano un contesto di forte disagio: condizioni abitative precarie, episodi di violenza domestica, gravi difficoltà nella cura dei minori e numerose segnalazioni da parte della scuola.

Successivamente venne dichiarato lo stato di abbandono e le due bambine furono date in adozione. Negli anni i genitori hanno tentato di ottenere una revisione dei provvedimenti, senza successo.

Possibile rivedere i figli dati in adozione?

In linea generale, no. L’adozione piena interrompe i rapporti giuridici tra il minore e la famiglia d’origine, sostituendoli con quelli instaurati con la famiglia adottiva.

Ciò significa che i genitori biologici non conservano un diritto a mantenere rapporti personali con i figli. Eventuali contatti possono essere autorizzati solo in casi eccezionali e sempre se il giudice ritiene che siano compatibili con il superiore interesse del minore.

È proprio questo principio ad aver guidato la decisione del Tribunale: anche di fronte al dramma umano di una madre che desidera salutare le proprie figlie prima di morire, la tutela del benessere delle ragazze resta il criterio prevalente previsto dal nostro ordinamento.


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