EQUARIPARAZIONE LEGGE PINTO: UN ALTRO SUCCESSO PER LO STUDIO RIENZI

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Con decreto n. 413/2020 del 23.07.2020 la Corte di Appello di Perugia ha condannato il Ministero dell’Economia e delle Finanze al pagamento in favore della ricorrente di una somma pari ad euro 11.500,00. Infatti, il processo di riferimento, con una durata complessiva di circa 23 anni, aveva determinato il sorgere in capo alla ricorrente di un danno non patrimoniale derivante dalla irragionevole durata del giudizio. Tale danno, come riportato dal decreto succitato, risulta essere scaturito dalla violazione dell’articolo 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, ratificata dall’Italia con legge 4 agosto 1955 n. 848, che prevede espressamente l’obbligo di assicurare alle persone la tutela giudiziale in tempi ragionevoli e conseguentemente di apprestare un’organizzazione giudiziaria idonea a favi fronte. In aggiunta a quanto sopra, il decreto del luglio 2020 ha altresì confermato un principio già stabilito da diverse precedenti pronunce ovvero quello secondo il quale la mancata presentazione dell’istanza di prelievo è irrilevante ai fini della proponibilità della domanda potendo tuttalpiù incidere sulla determinazione dell’entità dell’indennizzo.
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