La ASL non può limitarsi a fornire un ausilio previsto dal nomenclatore tariffario se questo non è adeguato alle esigenze della persona con disabilità. È il principio affermato dal Tribunale di Napoli, che ha riconosciuto il diritto di un paziente affetto da atrofia muscolare spinale (SMA) a ottenere la carrozzina elettronica prescritta dagli specialisti, condannando l’azienda sanitaria a sostenerne integralmente il costo.
La decisione riafferma che la tutela del diritto alla salute e all’autonomia deve prevalere quando il dispositivo individuato dai medici rappresenta l’unico realmente idoneo a soddisfare le necessità del paziente.
Il caso
La vicenda riguarda un paziente che aveva la necessità di sostituire la carrozzina elettronica utilizzata da anni e ormai non più riparabile. Gli specialisti avevano prescritto un modello specifico, ritenuto l’unico in grado di garantirgli la necessaria autonomia nelle attività quotidiane. La ASL Napoli 1 Centro aveva autorizzato soltanto una parte della spesa, riconoscendo poco più di 13 mila euro a fronte di un costo complessivo di circa 23 mila euro, applicando i limiti previsti dal nomenclatore tariffario del Servizio sanitario nazionale.
Il paziente ha quindi presentato ricorso al Tribunale di Napoli.
La decisione del Tribunale
Accogliendo il ricorso, il giudice ha riconosciuto che la carrozzina prescritta era l’unica realmente idonea a garantire l’indipendenza funzionale del paziente, disponendo che la ASL si faccia carico dell’intero costo dell’ausilio.
La sentenza chiarisce che la valutazione non può essere effettuata esclusivamente sulla base dei limiti economici previsti dal tariffario, ma deve considerare le concrete esigenze cliniche della persona, le capacità residue, l’ambiente di vita e il livello di autonomia che il presidio deve assicurare.
Il principio
La decisione afferma un principio destinato ad avere rilievo anche in casi analoghi. Nella scelta di un ausilio non è sufficiente che il dispositivo rientri tra quelli previsti dal Servizio Sanitario Nazionale: occorre verificare che sia effettivamente adeguato alle condizioni del paziente e alle sue necessità.
La personalizzazione dell’ausilio assume quindi un ruolo centrale nell’attuazione dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), imponendo alle aziende sanitarie di individuare il presidio realmente idoneo a garantire il diritto alla salute, all’autonomia e a una vita dignitosa.
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