Può un divorzio finire con un assegno di mantenimento… per i gatti? In Turchia sì.
Un tribunale di Istanbul ha stabilito che un ex marito dovrà versare 240 euro ogni tre mesi per dieci anni alla ex moglie, per contribuire al mantenimento dei due felini rimasti con lei dopo la separazione. Non si tratta di uno scherzo né di un esperimento sociale: è una sentenza vera, destinata a entrare nella storia del diritto di famiglia. E forse anche in quella della giurisprudenza felina.
La coppia, sposata da due anni e senza figli, ha deciso di sciogliere il matrimonio per “incompatibilità caratteriale” — ma nessuno dei due ha voluto rinunciare alla custodia dei gatti. Alla fine i mici sono rimasti con lei, e lui dovrà accettare di contribuire alle spese con un assegno rivalutato ogni anno in base all’inflazione. In sintesi “una voce autonoma, parametrata nel tempo e strutturata come un vero sostegno continuativo”: in pratica, un assegno di mantenimento.
Una decisione che fa storia (e sorridere)
L’ordinanza è già stata definita “storica” dalla stampa turca. Formalmente, gli animali sono ancora considerati beni mobili nel codice civile, ma le cose stanno cambiando e la decisione del tribunale apre una breccia: per la prima volta un giudice ha riconosciuto un obbligo economico continuativo per il sostentamento degli animali domestici dopo un divorzio. Un segnale culturale forte, che mette in discussione la visione puramente patrimoniale degli animali.
Nel Paese dove oltre 5 milioni di gatti vivono liberi ma accuditi dalla collettività, il passo sembra quasi naturale: i felini hanno una presenza culturale forte, così radicata da meritare un budget dedicato. E mentre qualcuno sorride al “mantenimento felino”, è innegabile che la decisione poggi su un principio serio: riconoscere che il legame tra persone e animali domestici non è più marginale.
Il legame affettivo
Dietro la leggerezza della notizia si nasconde infatti una questione reale: il riconoscimento giuridico del legame affettivo tra persone e animali domestici. Ormai, la giurisprudenza internazionale si sta muovendo verso una maggiore tutela degli animali da compagnia, considerandoli membri della famiglia e non semplici oggetti di proprietà. E allora sì, che i gatti ottengano un assegno può sembrare ironico, ma potrebbe essere l’inizio di una nuova era..
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