Dazi USA: ora si apre la partita dei rimborsi

La decisione di FedEx di agire in giudizio contro il governo federale per ottenere il rimborso dei dazi versati durante l’amministrazione di Donald Trump segna un passaggio giuridico di rilievo, destinato a produrre effetti che vanno oltre il singolo caso.

L’iniziativa segue la recente pronuncia della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha escluso la legittimità dell’utilizzo della International Emergency Economic Powers Act come base normativa per l’imposizione generalizzata di dazi. La Corte ha ribadito un principio strutturale dell’ordinamento statunitense: il potere di introdurre misure impositive in materia doganale appartiene al Congresso e non può essere esercitato in via autonoma dall’esecutivo attraverso strumenti emergenziali concepiti per finalità diverse.

Il punto

Il punto, ora, non è più la validità astratta della scelta politica, ma la sua tenuta sul piano delle conseguenze. Se l’imposizione è stata ritenuta priva di adeguata copertura normativa, si apre la questione delle somme versate. FedEx chiede il rimborso integrale dei dazi corrisposti, oltre agli interessi e agli eventuali danni. Si tratta di una domanda che richiama categorie note anche nel diritto europeo: indebito oggettivo, responsabilità dell’amministrazione per esercizio illegittimo del potere, effetti retroattivi delle decisioni giurisdizionali in materia tributaria.

La complessità non è solo teorica. Occorrerà verificare in concreto chi abbia sopportato l’onere economico, se vi sia stata traslazione lungo la catena contrattuale e quale sia il perimetro soggettivo del diritto alla restituzione. In altri termini, la declaratoria di illegittimità non esaurisce la partita: apre un contenzioso potenzialmente articolato, nel quale diritto costituzionale, amministrativo e commerciale si intrecciano.

È soprattutto su questo piano che la vicenda rischia di assumere rilievo sistemico, provocando una grave incertezza per l’intero sistema economico. La causa promossa da FedEx rappresenta con ogni probabilità il primo banco di prova applicativo della pronuncia della Corte Suprema. Una volta chiarito che la base normativa dei dazi era viziata, è prevedibile che altri operatori valutino iniziative analoghe, con richieste di rimborso fondate sul medesimo presupposto. Quando una misura impositiva di ampia portata viene ridimensionata sul piano costituzionale, l’effetto fisiologico è l’apertura di una stagione di contenziosi..

Un terreno di osservazione privilegiato

Per gli operatori del diritto, il caso offre un terreno di osservazione privilegiato sul rapporto tra poteri emergenziali e limiti costituzionali, nonché sugli effetti restitutori delle pronunce della Corte Suprema. Per gli operatori economici, la questione riguarda la stabilità delle regole che incidono su scambi internazionali, pianificazione finanziaria e strutture contrattuali.

La causa FedEx è il punto di avvio di una fase in cui le scelte di politica commerciale vengono riesaminate alla luce dei principi di legalità e responsabilità dello Stato. E l’esito di questa fase potrà incidere in modo significativo sull’equilibrio dei poteri dello Stato, oltre che sul nostro futuro come cittadini dell’Occidente collettivo.


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