Il Consiglio Nazionale Forense – con la sentenza n. 46/2023 – ha chiarito che la professione di avvocato è incompatibile con qualsiasi altra attività di lavoro autonomo, a prescindere dal suo effettivo esercizio. La pronuncia è arrivata rigettando il ricorso di un avvocato cancellato dall’albo in quanto iscritto anche all’albo.. Degli odontoiatri!
Il CNF ha confermato il principio secondo cui sussiste un rigido regime di incompatibilità tra la professione forense e le altre. La contemporanea iscrizione all’albo degli avvocati e ad altri albi è infatti limitata ad alcune ristrette, specifiche ipotesi (commercialisti, esperti e revisori contabili, pubblicisti, consulenti del lavoro): a tutti gli effetti eccezioni alla regola generale.

Secondo il CNF, “l’art. 18 comma 1 lett. a) della L. 247 del 2012 stabilisce che la professione di avvocato è incompatibile con qualsiasi altra attività di lavoro autonomo svolta continuativamente o professionalmente, escluse quelle di carattere scientifico, letterario, artistico e culturale, e con l’esercizio dell’attività di notaio; mentre permette l’iscrizione nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, nell’elenco dei pubblicisti e nel registro dei revisori contabili o nell’albo dei consulenti del lavoro“. La norma in esame, quindi, “fissando il regime delle incompatibilità ostative all’esercizio della professione di avvocato, esplicitamente tratteggia, per di più, le eccezioni, che, costituendo un numerus clausus, non sono assoggettate ad interpretazione analogica“.


Lo studio Legale Rienzi si occupa da quasi 50 anni di diritto. Le conoscenze e l’esperienza maturata nel corso degli anni ne fanno una delle boutique Law Firm più prestigiose del Paese. In caso ci sia necessità di una consulenza, è possibile contattarci direttamente sul web oppure tramite il numero 0637353066.