Con la sentenza n. 35981/23 le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato la legittimità del provvedimento di cancellazione dall’albo degli avvocati nei confronti di un legale che era risultato iscritto contemporaneamente a un altro albo professionale: quello degli odontoiatri, quale odontoiatra estero (spagnolo).

Infatti, l’iscrizione all’albo dei medici odontoiatri – anche se finalizzata al completamento del percorso formativo – provoca la cancellazione dall’albo degli avvocati per “incompatibilità”. Non ha quindi trovato accoglimento la tesi del ricorrente, intenzionato a opporsi alla decisione del Cnf che aveva confermato la cancellazione disposta dall’ordine territoriale, il quale aveva sostenuto come un simile provvedimento implicasse “allo stato, una discriminazione al contrario, in aperto contrasto con l’attitudine del legislatore alla valorizzazione della multidisciplinarietà attraverso il riconoscimento della possibilità di iscriversi, contemporaneamente, a più corsi di laurea”.

L’art. 18 L. n. 247/2012, ha ricordato la Cassazione, stabilisce che la professione di avvocato è incompatibile “con qualsiasi altra attività di lavoro autonomo svolta continuativamente o professionalmente, escluse quelle di carattere scientifico, letterario, artistico e culturale, e con l’esercizio dell’attività di notaio”; mentre permette “l’iscrizione nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, nell’elenco dei pubblicisti e nel registro dei revisori contabili o nell’albo dei consulenti del lavoro”. Attività che “hanno una stretta attinenza anche con la professione forense e in ciò risiede la voluntas legis di escludere, in via generale, incompatibilità con la contemporanea iscrizione e ciò a prescindere anche dal carattere continuativo e professionale dell’attività svolta”. Queste eccezioni, riconducibili a un numerus clausus, non sono suscettibili d’interpretazione analogica.

Le Sezioni Unite della Cassazione, dopo aver ricordato che le incompatibilità della professione di avocato (previste dalla legge professionale) mirano a tutelare, assicurare e garantire l’autonomia e l’indipendenza dell’avvocato, così da permettere al professionista di svolgere la funzione di assicurare al cittadino la piena ed effettiva tutela dei suoi diritti, hanno precisato che per integrare l’incompatibilità è sufficiente la mera iscrizione in un altro albo professionale, non essendo necessario che la differente attività sia svolta continuativamente o professionalmente.


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