Aggredita in crociera, caso archiviato: «Erano acque internazionali»

Una denuncia per una violenta aggressione da parte dell’ex fidanzato e un procedimento che si ferma per una questione di giurisdizione. È la vicenda di una 21enne di Ascoli Satriano, in provincia di Foggia, che dopo l’archiviazione ha scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

L’aggressione

Secondo il racconto della giovane, i fatti sarebbero avvenuti durante una crociera iniziata il 22 febbraio 2025 con l’allora fidanzato, un uomo di circa dieci anni più grande. Le tensioni sarebbero degenerate l’ultima sera, quando la ragazza sostiene di essere stata colpita con schiaffi, calci e pugni.

Dopo lo sbarco a Bari si sarebbe rivolta al pronto soccorso degli Ospedali Riuniti di Foggia, dove sarebbe stato attivato il codice rosso e le sarebbero stati riconosciuti tre giorni di prognosi. Da qui la querela ai carabinieri.

Il nodo

Il Tribunale di Foggia ha però disposto l’archiviazione per difetto di giurisdizione: l’aggressione sarebbe avvenuta in acque internazionali, a bordo di una nave battente bandiera panamense.

Il punto controverso riguarda proprio la posizione dell’imbarcazione. Secondo quanto emerso dagli atti, la nave aveva lasciato Corfù la sera precedente e la difesa avrebbe contestato la possibilità di stabilire con certezza che al momento dei fatti si trovasse effettivamente fuori dalle acque territoriali rilevanti ai fini della giurisdizione.

Nonostante l’opposizione, il 26 giugno il Tribunale ha confermato l’archiviazione. Il procedimento si è quindi chiuso senza un accertamento giudiziario sulla responsabilità dell’ex fidanzato: le accuse restano pertanto contestazioni non accertate con sentenza.

L’appello

A 16 mesi dai fatti denunciati, la 21enne si è rivolta alle massime istituzioni chiedendo attenzione sul caso.

Una vicenda che pone un problema concreto: quale autorità deve indagare quando un cittadino italiano denuncia un grave reato subito su una nave straniera in acque internazionali? Un fatto commesso in mare aperto non è automaticamente privo di una giurisdizione, ma entrano in gioco lo Stato di bandiera, la nazionalità delle persone coinvolte e le circostanze del reato.

Il caso mostra così quanto possa diventare complesso individuare il giudice competente e ottenere un accertamento dei fatti quando una presunta violenza avviene fuori dal territorio nazionale.


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